Studio le disuguaglianze di potere, il genere ed economiche — e come queste disuguaglianze hanno un impatto sul nostro benessere.
Sono ricercatrice postdottorale presso la Facoltà di Psicologia...
Ho conseguito il dottorato cum laude...
Essere un uomo, oggi, significa navigare un sistema di regole contraddittorie...
Il mio libro — scritto in italiano...
Non è un libro che dà la colpa agli uomini...
Per molti anni la mia vita è stata fatta di dati, questionari, grafici e articoli scientifici. Lavoro sulle disuguaglianze: economiche, di genere, di potere. Le incontro nelle statistiche, ma soprattutto nelle persone che ho accanto. Le ho viste nelle aule universitarie e nelle cene di famiglia, nelle sedute dei focus group che ho condotto e nei messaggi che mi arrivano la sera tardi, quando qualcuno inizia a mettere in discussione ciò che ha sempre dato per scontato. Le ho vissute anche nella mia storia personale: come donna, come sorella di un fratello, come figlia di un padre, come compagna di un uomo. È da quel punto di osservazione, insieme intimo e professionale, che è nato questo libro.
Perché la narrazione sulla disuguaglianza di genere è, comprensibilmente, ruotata attorno alle donne. Le donne che non potevano votare. Le donne che dovevano chiedere permesso per lavorare. Le donne che si dividevano tra doppie e triple giornate, dentro e fuori casa. Tutto assolutamente vero. Tutto necessario da dire, da ripetere, da non dimenticare. Eppure raramente ci siamo fermati a chiederci cosa significhi tutto questo per gli uomini che abitano lo stesso sistema.
Il paradosso è esattamente questo: un mondo costruito storicamente a misura d’uomo ha finito per intrappolare anche loro. In ruoli che non si scelgono. In aspettative che non si possono discutere. In silenzi che, alla lunga, costano carissimo. Il sistema non ha vinti e vincitori così netti come vorremmo credere. Ha, invece, delle vittime che nessuno ha pensato di andare a cercare. Perché erano già al loro posto. Perché sembravano stare bene.
E quindi: dove li abbiamo nascosti, gli uomini? Non li abbiamo nascosti. Li abbiamo dati per scontati.
Ho iniziato a scrivere questo libro perché sentivo il bisogno che gli uomini avessero un luogo in cui potersi riconoscere. Uno spazio in cui poter pensare: questa storia parla anche di me. Le pagine che seguono nascono proprio da lì: dalle storie degli uomini che ho incontrato nella letteratura scientifica, nel mio lavoro e nella mia vita. Sono stati loro a insegnarmi, poco alla volta, cosa chiamiamo “mascolinità”. Mi hanno mostrato i vantaggi che comporta — lo status, il potere — ma anche il prezzo da pagare: la difficoltà a chiedere aiuto, l’aspettativa di reggere sempre e performare continuamente, il sospetto che certe emozioni non siano consentite.
La mascolinità egemonica, per usare le parole di Raewyn Connell, sostiene gerarchie che danneggiano le donne, ma intrappola anche gli uomini in aspettative rigide, spesso disumanizzanti. Non si può capire l’una cosa senza l’altra.
Questo libro è per gli uomini che non sentono più di avere un posto chiaro nel mondo. Per chi è stanco di dover essere sempre forte e performante, e allo stesso tempo fatica a immaginare alternative. È anche per le donne che vivono accanto a questi uomini — che vedono la fatica, il silenzio, a volte la rabbia — e si chiedono come cambiare le cose. Ed è, soprattutto, per chi è disposto a spostare lo sguardo dal difetto del singolo al sistema che rende certe traiettorie più probabili di altre.
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Ti sei mai chiesto quali aspettative pesano sulle tue spalle?
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